Dicono di “A qualcuno piace caldo”

“A qualcuno piace caldo” è uno spettacolo che coinvolge, diverte, incuriosisce ma soprattutto, racconta. E’ infatti di una storia, la nostra storia, che Stefano Caserini si serve per guidarci in quel complesso mondo chiamato “climate change”, una realtà che sfortunatamente ogni giorno di più rischia di mancare il proprio agognato happy end. Parlare di cambiamento climatico è sempre difficile, eppure l’ironia di Caserini unita alle note jazz di Erminio Cella riescono comunque a intrattenere i più esperti, accompagnare i meno e infine riunire tutti quanti nella speranza che insieme qualcosa ancora si possa fare. Che in fondo ci sia ancora molto, ma proprio tanto, da raccontare.
Francesca Camilla Bruno , Ingegnere Ambientale e Fotografa Professionista, fondatrice di www.worldclimaps.com/

“A qualcuno piace caldo” è uno spettacolo tanto efficace quanto coinvolgente, informativo, mai banale, piacevole. Il clima che cambia, il riscaldamento globale, i problemi che ne derivano, un futuro complicato, le azioni da intraprendere, sono raccontanti con passione e precisione, a tempo di jazz.
Un dialogo scientifico ricco di contenuti che viaggia in un binario di arte, cinema, fotografia, musica, informazione e social network. Stefano Caserini, accompagnato dal pianoforte impeccabile di Erminio Cella e dall’efficace regia di Francesca Cella, racconta in modo semplice, divertente ma attento, la storia dei nostri giorni e quello che ci potrebbe aspettare se non cambieremo il nostro modo di vivere su questo pianeta.
Fabio Cian, Università Ca’ Foscari Venezia

Un dialogo scientifico ricco di contenuti che viaggia in un binario di arte, cinema, fotografia, musica, informazione e social network. Stefano Caserini, accompagnato dal pianoforte impeccabile di Erminio Cella e dall’efficace regia di Francesca Cella, racconta in modo semplice, divertente ma attento, la storia dei nostri giorni e quello che ci potrebbe aspettare se non cambieremo il nostro modo di vivere su questo pianeta.
Caro Stefano, vorrei ringraziarti per la conferenza di lunedì sera: una straordinaria performance che intreccia l’emotività indotta dalla musica jazz (irrazionale) con la spettacolarità del disastro ambientale (razionale).
Un piccolo gioiello di comunicazione a cui noi docenti dovremmo guardare. Guardare come esempio da imitare nell’ambito di quella richiesta di dissemination che la Comunità Europea chiede a ogni ricercatore e che entra nella valutazione del suo lavoro.
Peccato che non sia stata registrata perché la risentirei e la risentirei 100 volte. Grazie ancora.
Elio (Lello) Piazza, Dipartimento di Matematica, Politecnico di Milano

Il vero fuoco che riscalda il pianeta, causando l’esodo di milioni di persone, danni alle infrastrutture e calo delle rendite agricole è la scarsa se non nulla consapevolezza dell’enorme trasformazione di cui siamo testimoni. A qualcuno piace caldo è un tentativo di alzarne il livello, tramite l’uso di strumenti accattivanti: la musica, il cinema e la grafica computerizzata mirabilmente assemblati in una pièce teatrale godibile, rigorosa e accurata. Le brutte notizie vanno somministrate con delicatezza: Caserini e Cella ne hanno tanta, insieme a passione ed ironia. Per ragioni di lavoro avevo avuto modo di incontrare Caserini e leggere i suoi lavori. Quando seppi che aveva messo in piedi lo spettacolo non ho avuto alcuna esitazione ad assistere, certo della resa e la fiducia fu ben riposta. E’ uno spettacolo che fa bene vedere per i contenuti che propone ma è soprattutto un gran bello spettacolo.
Giorgio Capurri, esperto di finanza del clima

Running wild, hot jazz e Marylin la bomba bionda, per parlare del pianeta che “A qualcuno piace caldo”. Il film è del 58 e nello stesso anno David Keeling inizia a misurare il riscaldamento globale. Inizia così la danza del grafico dell’andamento della CO2, una bellezza! Grazie a Caserini che con i Cella è capace di parlarci con chiarezza scientifica, intelligenza ed ironia di un tema così caldo e di portarcelo vicino, fino ad aiutarci a fare delle scelte.
Elena Bonapace, Italian Climate Network

Ho assistito allo spettacolo “A qualcuno piace caldo” tenutosi presso l’Auditorium del Politecnico di Milano. Ho trovato lo spettacolo molto interessante oltre che piacevole. Stefano Caserini, che era accompagnato dal bravo pianista Erminio Cella, è riuscito a fare divulgazione scientifica divertendo. È stato molto interessante il racconto della storia (dalle sue origini) della scoperta dell’innalzamento della temperatura atmosferica. Caserini è riuscito a comunicare, in modo preciso e scientifico, l’importanza del tema e l’urgenza di politiche globali per contrastare l’innalzamento della temperatura; ha riportato dati e proiettato animazioni di facile comprensione anche ai non esperti del settore. Il messaggio (alleggerito dal buon repertorio musicale che si alterava con il monologo di Caserini) è stato di preoccupazione per gli effetti già in atto del cambiamento climatico ma anche di ottimismo per le possibili azioni per contrastarlo. Sicuramente uno spettacolo da riproporre (specialmente ai giovani)
Carlo Riva, Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, Politecnico di Milano

Lo spettacolo di Stefano Caserini è istruttivo, ma anche divertente, eticamente impellente ma anche didattico. Ripercorre con dovizia di dati il tema sempre più pressante del clima che sta cambiando, accompagnando per mano lo spettatore nei meandri non sempre facili dell’informazione scientifica con chiarezza e capacità di coinvolgimento, grazie a video, musica jazz e spezzoni di film. Chi immaginava che un ingegnere, professore del Politecnico, fosse così ironico e teatralmente efficace?
Matteo Reale, Business Advisor

Ho avuto modo di assistere allo spettacolo “A qualcuno Piace Caldo” qualche tempo fa.
Mi ha colpito come gli autori siano stati in grado di presentare, con semplicità e chiarezza, ad un pubblico eterogeneo, non necessariamente di addetti ai lavori, un tema sicuramente complesso come quello del cambiamento climatico. Lo spettacolo ha impresso nella memoria dei partecipanti alcune informazioni importanti risultando nel contempo spassoso e particolarmente piacevole grazie all’accompagnamento musicale. La speranza che coltivo è che le persone che hanno l’opportunità di prendere parte ad eventi incisivi come questo diventino a loro volta strumenti di diffusione di questa consapevolezza perché agire per mitigare il cambiamento climatico si deve e si può.
Maria Rosa, Servizio Stato dell’Ambiente, Dipartimento ARPAV Provinciale di Treviso

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